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Oggetti in legno d'olivo
A partire da quest'anno abbiamo aggiunto al nostro catalogo una serie di articoli in legno d'olivo. L'accesso a quest'area è riservata ai soli rivenditori.
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Alabastro di Volterra
Nei bianchi laboratori, ogni giorno s'inventano forme tra arte e artigianato...
Uso e manutenzione dell'alabastro
Le caratteristiche fisico-chimiche dell'alabastro e le delicate tecniche di lavorazione dell'alabastro a cui viene sottoposto richedono alcune precauzioni nell'utilizzo e nella pulizia degli oggetti in alabastro...
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Lavorazione dell'Alabastro

 

Da secoli gli artigiani dell'alabastro sono specializzati a seconda delle diverse lavorazioni e quindi della forma finale del pezzo che devono creare. Ci sono oggetti che richiedono l'intervento di due o tre differenti tipi di lavorazione e che passano quindi da diverse botteghe artigiane prima di essere messi sul mercato.

LA SQUADRATURA

Gli SQUADRATORI sono gli artigiani che fanno i “pezzi quadri”, cioe tutto quello che in linea di massima e racchiuso in un parallelepipedo o in forme ortogonali. Utilizzano inizialmente “seghe a strascico” (che lavorano in senso orizzontale) per tagliare i blocchi in lastre delle dimensioni desiderate. Sulle lastre vengono riportate con le “seste” (specie di compassi di misurazione) le sagome dell'altezza, che verranno poi tagliate con seghe verticali, praticamente uguali o simili a quelle dei falegnami. I controlli di squadratura e le rifilature sono poi effettuati con seghe a disco o con taglierini di precisione e con i dischi abrasivi.
Una branca molto interessante della squadratura e il mosaico che viene spesso effettuato usando diversi tipi di alabastro nel loro colore naturale.

Squadratura
lavorazione alabastro 1
lavorazione alabastro 2
Taglio di un Arnione
Levigatura al "Disco"


LA TORNITURA

I TORNITORI realizzano i “pezzi tondi”, cioe tutti gli oggetti circolari o sferici che vanno lavorati a tornio. Utilizzano inizialmente le seghe per preparare il cilindro del materiale da lavorare, poi con uno speciale mastice, che preparano personalmente, incollano il pezzo all'asse del tornio e iniziano la lavorazione vera e propria scavando nel materiale con i “rampini” e misurando gli spessori con le “tente”. Quando la forma e ottenuta, il pezzo ancora attaccato al tornio subisce la prima ripulitura (dipesciatura) con carte e retine, poi viene staccato con un ferro speciale: e questa un'operazione delicata, perché pezzi particolarmente sottili e fragili rischiano di rompersi proprio al momento in cui vengono staccati dal tornio. I torni consentono, salvo casi speciali, la lavorazione di pezzi il cui diametro non supera i cm 50-60, anche se e possibile tornire pezzi di 90-100 cm.

Tornitura
lavorazione alabastro 3
lavorazione alabastro 4
Levigatura al tornio
Tornitura con Rampino


L'ORNATURA


Gli ORNATISTI sono gli artigiani specializzati all'ornato, nella incisione a bassorilievo o altorilievo dell'oggetto. Dopo aver riportato sull'oggetto il disegno e i punti di riferimento necessari, lavorano l'alabastro con le “scuffine” ed i “ferri”, arnesi di infinite forme e dimensioni, adatti di volta in volta ad effettuare incisioni, scannellature, effetti particolari.

Ornatura
lavorazione alabastro 5
laborazione alabastro 6
Incisione a traforo di un piatto
Incisione di un'Urna Etrusca



LA SCULTURA

Gli SCULTORI lavorano sulla base di disegni (che spesso creano personalmente o liberamente reinterpretano), ma anche all'impronta secondo le caratteristiche del blocco di pietra, oppure su modelli tridimensionali in gesso. In questo caso riportano con le seste le misure e i punti di riferimento sul blocco di materiale in lavorazione, e intervengono poi con scalpelli, rhtmle, ferri e scuffine.

Gli scultori animalisti sono quelli specializzati nella riproduzione di animali. I metodi di lavorazione sono identici a quelli degli scultori di figure umane

Scultura
lavorazione alabastro 7
lavorazione alabastro 8
Vecchia "Bottega di Animalisti"
Tre gazzelle in un unico blocco



LA FINITURA


Il tema della rifinitura e della lucidatura e probabilmente uno dei piu interessanti e dei piu sottovalutati dai profani. Solo dopo quest'ultimo intervento l'alabastro mostra completamente le sue caratteristiche estetiche (il gioco di trhtmlarenze, di colore, le venature) e si offre al tatto con la sua straordinaria vellutazione.
Nella lavorazione tradizionale, completamente manuale, il pezzo dipesciato (il termine deriva dal fatto che per questa operazione di levigatura si usava la pelle di pescecane essiccata) veniva ulteriormente levigato utilizzando come materiale abrasivo le sprelle, cioe delle felci sottili raccolte nei terreni umidi. La sprellatura (essenzialmente un compito affidato alle donne) consisteva nello strofinare delicatamente il pezzo con le sprelle bagnate, fino a togliere le ultime imperfezioni sfuggite alla dipesciatura. L'oggetto veniva poi accuratamente lavato e si passava alla lucidatura vera e propria, la cui prima fase consisteva nel massaggiare la superficie per mezzo di stracci avvolti intorno alle dita con una pasta cosi composta: ossa spugnose di bue bruciate nel camino, triturate finemente e impastate con sapone giallo di seta. La seconda fase consisteva in un trattamento con polvere di zolfo strofinata con panni morbidi, bagnati in acqua. Il pezzo, perfettamente levigato e lucidato, doveva poi essere “rianimato” per restituirgli la morbidezza persa durante la lavorazione. Esso veniva lentamente scaldato in un mobile, “madia”, speciale, sotto la quale veniva posta della brace coperta di cenere. Ottenuta la giusta temperatura, l'alabastro veniva cosi spalmato con lo sparmaceto, una sostanza grassa cosi composta: olio di vaselina, un grasso animale, cera vergine bianca e pece greca. Era fondamentale anche la dosatura dei vari ingredienti per l'ottima riuscita dell'operazione. La “sparmacetatura” veniva effettuata piu volte, sempre scaldando il pezzo, finché brillantezza e morbidita non raggiungevano la perfezione: alla fine il pezzo veniva lustrato con panni di cotone. Nella lucidatura effettuata attualmente, ma secondo gli schemi tradizionali, la “dipesciatura” viene effettuata manualmente con carte a vetro e la “sprellatura” con carte sottilissime ad acqua. La lucidatura e ottenuta trattando il pezzo su una spazzola rotante, alla quale viene applicata con un pennello una pasta di polvere di conchiglie e crostacei detta triplo. L'operazione e delicata perché l'alabastro non deve mai surriscaldarsi a rischio d'ingessire (cioe di cuocere e di perdere trhtmlarenza) e viene conclusa passando il pezzo su un'altra spazzola molto morbida, utilizzando pani di “lustro”, una polvere abrasiva finissima d'htmletto simile al gesso.

Finitura
laborazione alabastro 9
laborazione alabastro 10
Levigatura al tornio
Lucidatura a spazzola

LA COLORAZIONE

Un'interessante caratteristica dell'alabastro e la capacita di essere colorato. La “colorazione”, usata da secoli e facile a causa della porosita del materiale, e effettuata per immersione ed e in grado di conferire agli alabastri chiari le piu incredibili gamme e tonalita di colore.


 
  ALABASTRI LAVORATI ITALIANI di G. Bruci & C. snc
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